Missione Archeologica Italiana in Anatolia Centrale (MAIAC)

L’ Area D: il palazzo ittita

Nel corso della prospezione geomagnetica sul versante meridionale dell’acropoli è stato individuato un ampio edificio (Edificio III), i cui resti si estendono per una lunghezza di circa 60 metri, in direzione E-O. Lo scavo aperto nell’estate del 2015, sviluppato su un fronte di 8 metri E-O e per una lunghezza sul pendio di 20 metri, ha portato alla luce una porzione dell’edificio. I muri sono costruiti a secco con due facce in pietre piatte e un nucleo interno di pietrame e mattoni e i pavimenti sono in terra battuta. Al momento sono stati individuati un vano più ampio e uno più stretto che sembrerebbe essere un passaggio. Un muro in grandi blocchi di granito, ben tagliati e messi in opera a giunti smussati, secondo una tecnica ben nota nell’architettura ittita di carattere pubblico e cerimoniale, costituisce il basamento dell’edificio sul versante meridionale. Questa fronte, di cui si conservano tre corsi, è ben visibile dalla piana. Tecnica architettonica, estensione e posizione permettono di identificare questo edificio con un palazzo di epoca ittita. Due aree pavimentate a ciottoli, databili sempre al Bronzo Tardo appresentano una fase più recente di utilizzo dell’edificio, al di sopra di uno strato di terreno compatto che ne riempie i vani. Questi pavimenti sono coperti dallo strato superficiale contenente materiali dell’età del Ferro.

L’Area D e l’Edificio III visti da sud
L’Area D e l’Edificio III visti da sud